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Bel paese avariato
FOTO Cult - Luglio-Agosto 2010 #67

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Emanuele CostanzoInsegna l'esperienza che l'estate, sebbene l'afa non generi le condizioni ideali, sia la stagione in cui si pratica maggiormente la fotografia di paesaggio. Sostengono le indagini di mercato che, complice la penuria di liquidi nelle tasche della maggior parte degli italiani, le mete delle vacanze prossime saranno i luoghi di villeggiatura più vicini a casa e in ogni caso all'insegna del risparmio. Tutto ciò per dire che ci sono buone probabilità che questa estate gli obiettivi verranno puntati, come mai prima, sul nostro territorio. Quale migliore occasione per dare retta a Oliviero Toscani?
Il nostro ne ha pensata un'altra. Dopo Razza Umana, la ricerca fotografica che ha portato alla costituzione di un archivio di oltre diecimila ritratti e tremila video-interviste agli italiani di oggi, Toscani punta a realizzare il profilo paesaggistico del "bel" Paese. Se però con i "faccioni" che hanno dato luogo a una bella mostra itinerante il lavoro fotografico è stato fondamentalmente del suo studio, con il progetto Nuovo Paesaggio Italiano la palla passa a tutti noi. E non servirebbe neanche essere dei veri fotografi visto che tutti, a volte inconsapevolmente (fino a ieri mia madre non sapeva di avere una fotocamera nel cellulare), disponiamo di uno strumento per registrare immagini. La finalità del progetto è più battagliera di quanto il nome, forse un po' ingessato, lasci intendere. Ecco cosa dichiara Salvatore Settis, "coautore" dell'iniziativa e direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa: "Divorato dall'incuria e dal cemento, il paesaggio italiano sta morendo. Quello che fu il Bel Paese è invaso dalle armate nemiche: ecomostri grandi e piccoli, tetre villette, squallidi capannoni, mesti condominii si insediano in valli, colline, dune, scenari naturali di grande bellezza che i nostri avi hanno reso ancor più armoniosi, e li devastano irreparabilmente. Di fronte a questa peste che cresce ogni giorno, istituzioni, addetti ai lavori, politici d'ogni colore tacciono quasi sempre, complici di fatto del brutto che avanza. Molti italiani chiudono gli occhi, non vogliono vedere, o pensano ai paesaggi d'una volta, o si rifugiano nei lembi di territorio (sempre meno) ancora in salvo (per poco). Aiutiamo gli italiani a riaprire gli occhi, a guardarsi intorno. Fotografiamo gli scempi e le sopraffazioni su un patrimonio che è di tutti, che è la nostra memoria e la nostra anima".
Se c'è un invito alla "delazione" che sento di appoggiare è proprio questo. Darebbe vita a qualcosa di simile al crowdfunding di cui abbiamo parlato sul numero di dicembre, un'informazione decentrata e apolitica, che viene dalla base. Le foto – che vanno inviate all'organizzazione tramite il sito www.nuovopaesaggioitaliano.it – andranno a comporre un archivio on line, parte di esso verrà stampato e in ogni caso recherà tutti i dati vitali: soggetto della foto, luogo, chi l'ha realizzato e chi ne ha permesso la costruzione, il motivo per cui andrebbe demolito. Alla scheda aggiungerei il modo suggerito per ripristinare lo status quo ante. Proprio in questo spazio, quattro anni fa, auspicavo un risveglio delle coscienze che spingesse i fotografi, categoria che ritengo più idonea di altre alla missione, a documentare lo stato attuale e reale del nostro territorio, smettendo per una volta di fuggire verso la Val d'Orcia o la piana di Castelluccio, scorci sempre meno simbolici di un'Italia sempre più inguardabile. L'occhio critico del fotografo e quello imparziale della fotocamera, soprattutto se liberi da condizionamenti economici, politici e culturali, possono essere davvero l'arma che "loro" non si aspettano.
A distanza di tanto tempo, però, e nonostante la lodevole iniziativa di Toscani, una vena di pessimismo si è insinuata. Nella gente manca il senso di vera indignazione di fronte alle violazioni del paesaggio, manca la coscienza che il depauperamento di questa risorsa riguarda direttamente ognuno di noi. Al loro posto c'è la cieca convinzione che, finché non ti costruiscono una superstrada davanti alla finestra, il problema sia sempre di qualcun altro, che se sporchiamo prima o poi qualcuno pulirà e se così non sarà ci sposteremo, perché lentamente ci hanno convinto che il nostro territorio non è nostro, e se non è nostro non abbiamo diritto di difenderlo. Del resto così vuole chi da 60 anni ci governa, così vuole il popolo: oggi, 22 giugno 2010, l'ennesimo condono agli abusi edilizi, anche quelli perpetrati in zone "protette", è alle porte. Toscani e Italiani, auguri!
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