fotocult.it home page
home page
sommario
editoriale
arretrati
abbonamenti
segnala edicola
segnala mostre e concorsi
le tue fotografie
lavora con noi
Foto Cult : partner
contatti
spacer

Tendenza e fantascienza
FOTO Cult - Aprile 2010 #64

ingrandisci la copertina
Emanuele CostanzoL'inizio dell'anno e le prime settimane autunnali sono di norma i periodi più "caldi" per la tecnologia fotografica. In pieno inverno si raggruppano ormai molte fiere dell'elettronica di consumo (CES e CeBIT) oltre allo specialistico PMA, mentre sul finire di settembre, negli anni pari, la tedesca photokina resta la vetrina più importante per l'industria di settore. Forse, proprio perché questo è l'anno della kermesse di Colonia, le altre fiere non hanno riservato clamorose sorprese nel settore delle reflex, se escludiamo la Canon Eos 550D, peraltro annunciata al di fuori delle manifestazioni, e la reintroduzione della Sigma SD15; mentre una vera e propria valanga di novità ha riguardato altri ambiti, specialmente quello delle compatte, che "devono" aggiornarsi con cadenza quantomeno semestrale, neanche scadessero nel tragitto verso casa come il latte fresco di una volta. Le tascabili, d'altro canto, dimostrano di resistere all'attacco dei videofonini, che molti avevano visto come una iattura e che invece hanno avvicinato tantissimi giovani alla fotografia vera. Le compatte digitali sono quindi diventate oggetto di studi molto attenti da parte delle case, che ben sanno quanto spesso la prima macchina determini le scelte future di apparecchi più complessi, ovvero le reflex, che assicurano margini molto più consistenti. Ed ecco che, per allettare la massa, in alcuni casi ci si lascia prendere la mano facendo proliferare le funzioni legate al face detection; oppure si tenta la carta dello stupore con focali supertele, difficilmente utilizzabili dall'utente inesperto cui si indirizzano. D'altra parte si assiste a diverse manifestazioni di maturità, raggiunta attraverso l'adozione di zoom luminosi con escursioni moderate, di buon pregio, e di elettroniche di gestione che mirano al confezionamento di immagini di qualità molto soddisfacente, anche a costo di abbassare la risoluzione del sensore.
Sebbene non ci siano state grandi novità nel comparto reflex, è indubbio che questo rappresenti un punto nodale. Ne è la prova l'annuncio di obiettivi da parte di tutti i costruttori e in tutte le fogge, dai supergrandangolari ai supertele, tanto dedicati alle reflex APS-C quanto alle 35mm o full frame che dir si voglia.
Appare evidente, peraltro, che un nuovo fronte si sia aperto e che alcuni grandi nomi dell'industria fotografica, per il momento attendisti, stiano seriamente valutando l'intervento: mi riferisco alle fotocamere Evil (Electronic Viewfinder Interchangeable Lens cameras), un acronimo che lascia perplessi (evil vuol dire male, in inglese; una evil camera sarebbe una fotocamera maligna…). Per intenderci, sono le fotocamere a ottica intercambiabile senza specchio e, quindi, senza mirino a pentaprisma, come le Olympus Pen e le Panasonic Lumix serie G, aderenti allo standard Micro QuattroTerzi, la nuova Samsung NX10 e per certi versi la Ricoh GXR. Sony, al PMA statunitense, ha presentato dei prototipi di questa categoria e si vocifera di novità anche da parte di Sigma. Dati attendibili sulle vendite delle fotocamere a ottica intercambiabile nel periodo prenatalizio, nel Regno Unito e in Giappone, indicano nel 10% la quota che gli apparecchi Micro QuattroTerzi sono riusciti a ritagliarsi. È un dato molto significativo se si considera che i modelli protagonisti di questa performance erano solo quattro. Se dovesse concretizzarsi una torta succulenta, protagonisti come Canon, Nikon e Pentax non staranno a guardare.
Se la base, composta da compatte tradizionali e a ottica intercambiabile, è in fermento, qualcosa sembra muoversi anche ai piani altissimi: Mamiya ha comunicato la disponibilità a breve di una nuova reflex medioformato da 40MP a circa ventimila dollari, ma ancor più interessante suona l'annuncio di Pentax, che dà per imminente il lancio della 645D, con sensore 44x33mm da 40 milioni di pixel, erede digitale tanto attesa della gloriosa fotocamera professionale analogica. La casa giapponese sonderà la risposta del pubblico dei professionisti prima di deciderne la commercializzazione in determinati paesi (come se le frontiere fossero invalicabili…), ma se la 645D varcherà la soglia dei negozi lo farà offrendosi a un prezzo "concorrenziale": meno di settemila euro al cambio attuale. Quali potrebbero essere gli effetti di questa bomba? Il primo potrebbe essere un ridimensionamento delle pretese dei diretti concorrenti, Hasselblad in primis. Ma anche le ammiraglie in 35mm, Nikon D3x e Canon Eos 1Ds Mark III, dovrebbero guardarsi le spalle. Le future D4x e Eos 1Ds Mark IV (le sigle sono inventate) dovrebbero posizionarsi ben più in basso degli attuali modelli in commercio. In una ipotetica reazione a catena, la sempre più ampia diffusione dei sensori full frame porterebbe a reflex abbordabili, posizionate sotto le varie Eos 5D Mark II, D700 o Alfa 850 per intenderci, con prezzi medi intorno a 1.500 euro. Le reflex APS-C resterebbero schiacciate tra le 35mm amatoriali e le compatte a ottica intercambiabile. Ci sarà aria per tutti?
FOTO Cult | Tecnica e Cultura della Fotografia | contatti | privacy | credits