fotocult.it home page
home page
sommario
editoriale
arretrati
abbonamenti
segnala edicola
segnala mostre e concorsi
le tue fotografie
lavora con noi
Foto Cult : partner
contatti
spacer

Il nuovo popolo della fotografia
FOTO Cult - Maggio 2008 #43

ingrandisci la copertina
Emanuele CostanzoQuando delle riviste di fotografia ero solo lettore, odiavo gli editoriali piagnucolosi e quelli fatti solo di numeri. Beh, insomma, io corro in edicola come un cagnolino fedele per imparar di fotografia e tu mi abbatti con il tuo pessimismo cosmico per giunta corroborato da sterili percentuali di mercato? Il tempo e il caso mi hanno portato nella posizione dell’editorialista ed è toccato anche a me render conto ai lettori di situazioni non sempre rosee. In quei casi spero di non aver abbattuto nessuno, così come spero di aver trasmesso il massimo dell’ottimismo quando le circostanze lo autorizzavano. Per fortuna, oggi ci troviamo in quest’ultima situazione. Da dove viene tanto entusiasmo? Da una fiera.
Dopo qualche anno di alti e bassi, di avverse condizioni meteorologiche, di scarsa fiducia nella manifestazione da parte di qualche espositore di grosso calibro, poi pentitosi, l’edizione 2008 del Photoshow ha segnato una svolta. A qualcuno basterà gongolarsi per i quasi cinquantamila visitatori dichiarati dall’organizzazione. Ma non credo sia un dato troppo significativo perché potrebbe essere inquinato dall’effetto della curiosità verso la nuova area espositiva tra Roma e Fiumicino, per la prima volta palcoscenico del Photoshow. Certo, quella del fiume di gente che ha invaso i padiglioni, a malapena setacciato da un esiguo numero di tornelli, è una visione che mi ha riportato alla mente più un concerto o una partita di cartello che non una fiera di fotografia. Ma è necessario andare oltre anche questo dato. Molto più importante l’abbigliamento, per così dire, dei visitatori: la reflex. Al collo, nello zaino o nella borsa, anche corredata da obiettivi più adatti alla caccia fotografica che a una fiera, ma sempre e comunque reflex. Senza nulla togliere alle compatte digitali, che negli anni passati hanno avuto l’arduo compito di traghettare senza eccessivo dissanguamento finanziario migliaia di persone dal familiare analogico all’ignoto digitale, è la fotocamera a obiettivi intercambiabili la cifra che ha distinto senza sfumature il fotografo del Photoshow 2008. Può sembrare paradossale, ma questo è un aspetto nuovo anche se stiamo parlando di una fiera di fotografia. Gli anni passati hanno visto un pubblico molto eterogeneo, ancora poco orientato, spesso anzi disorientato dalla inarrestabile marea di novità alimentata dalla neonata tecnologia digitale. Tra gli stand ricordo persone di ogni età con espressioni tra lo stupore e lo spavento, l’eccitazione e il disgusto. Il tempo, l’informazione e la sempre maggiore maturità di un settore rivoluzionato in poco tempo hanno giocato il proprio ruolo, consentendo a un numero davvero consistente di fotografi di acquisire la consapevolezza che un’epoca è finita e un’altra è iniziata. Il digitale non ha ucciso la fotografia, ha fatto solo selezione.
Ed ecco finalmente l’attenzione spostarsi dalla sterile dicotomia pellicola-digitale alla funzione della fotografia. E in quest’ottica si torna seriamente a inseguire la qualità in tutte le sue manifestazioni. Abbiamo visto frotte di fotografi passare per gli stand dei produttori di stampanti, sfoderare le loro pennine USB, farsi stampare i loro file migliori e vederli approdare al nostro stand per un parere super partes; migliaia di reflex ospitare per una breve ma intensa prova le tante nuove ottiche a disposizione; abbiamo visto tutte le nuove reflex in funzione, al cospetto di variopinti allestimenti scenici, nelle mani di fotografi sempre più coscienti dei corretti parametri di giudizio.
E non è tutto. Molte aziende hanno ben interpretato il periodo storico andando oltre la semplice presentazione del prodotto o i chiassosi teatrini da fiera paesana. Al di là dell’ovvia necessità di diffondere il proprio marchio, gli stand delle aziende più avvedute e illuminate hanno proposto cultura, anche se soprattutto tecnica. Seminari sul ritratto, sul reportage, corsi sull’elaborazione, sull’ottimizzazione delle immagini finalizzata alla stampa o al web. Insomma, più che in passato oltre al prodotto si è data attenzione alla funzione, all’evoluzione tecnica ed espressiva in tutte le fasi, dallo scatto alla condivisione. Non si è pensato solo a riempire le borse dei fotografi, ma anche le loro teste. E non è una tendenza da sottovalutare.
Dobbiamo chiudere con una nota critica. Anche se la capitale in queste settimane è disseminata di mostre del Festival Internazionale, in questo Photoshow troppo poco spazio è stato dedicato agli autori. È vero che Roma non è stata costruita in un giorno, ma non si possono perdere altre occasioni per portare al grande pubblico la fotografia nel suo vero insieme.
FOTO Cult | Tecnica e Cultura della Fotografia | contatti | privacy | credits