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Live view live
FOTO Cult - Marzo 2008 #41

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Emanuele CostanzoTutto procede. Le due fiere d’oltreoceano di inizio anno, il Consumer Electronic Show (CES) e l’esposizione del Photo Marketing Association (PMA), hanno riversato sul mercato una valanga di novità. E se pensiamo che a settembre sarà tempo di photokina, la più importante fiera mondiale di fotografia, e che nel corso dei prossimi mesi non mancheranno annunci fragorosi, questo si prospetta come l’anno più prolifico della giovane era digitale. Volendo restare alle principali categorie merceologiche, citiamo oltre settanta compatte, una ventina di obiettivi per fotocamere reflex - tra nuovi e aggiornati, per APS-C e formato pieno - e poi una nuova generazione di supporti di memoria con capacità e velocità sempre maggiori. Volendo poi restringere all’oggetto più amato dai fotografi, in due mesi Canon, Nikon, Pentax, Samsung e Sony hanno presentato ben otto reflex digitali. Se escludiamo la Nikon D60 e la Sony a200, tutte le altre hanno il live view. Per chi si avvicina solo ora alla fotografia “seria”, il live view è un sistema di mira che utilizza il monitor sul dorso in alternativa reversibile al classico mirino ottico; lo scopo viene raggiunto tramite presollevamento dello specchio reflex: il mirino ottico si oscura, l’immagine viaggia direttamente verso il sensore e, una volta digitalizzata, viene visualizzata a monitor. Nikon aveva comunque già detto la sua in gamma media e alta con D300 e D3, mentre Sony si è ampiamente rifatta con le nuove a300 e a350. Il fenomeno è talmente importante che molti attribuiscono ad esso il motivo di una “defezione”: la tanto attesa erede della Eos 5D avrebbe rinunciato alla ribalta delle fiere americane non tanto perché troppo affollate, ma perché ancora in fase di rifinitura di un sistema live view degno del nome o forse rivoluzionario…
Di questa tendenza avevamo già parlato nel numero di novembre, ipotizzando, a medio-lungo termine, una confluenza delle funzioni foto e video in un unico apparecchio con due caratteristiche fondamentali: alta risoluzione e cadenza di scatto da cinepresa. Lo scopo? Quello di dare, immaginiamo, dapprima soprattutto ai reporter uno strumento che consenta di riprendere sequenze video con risoluzione così alta da poter estrarre da qualsiasi punto un fotogramma di qualità fotografica. Il limite? Lo specchio. Il suo andirivieni non consente, allo stato attuale delle cose, di raggiungere la frequenza minima di 24 fotogrammi al secondo, al di sotto della quale l’insieme occhio-cervello scinde la sequenza filmata in immagini distinte abbandonando l’illusione della continuità. E poi l’autofocus: anche ipotizzando l’abolizione dello specchio a tutto vantaggio della cadenza di scatto, la messa a fuoco automatica tramite analisi del contrasto dell’immagine “vista” dal sensore sarebbe troppo lenta per applicazioni dinamiche. Tanto è vero che fino ad oggi le reflex con live view che permettono l’uso dell’AF, o suggeriscono l’uso del treppiedi (come a dire: non avere fretta) o riabbassano lo specchio per consentire al sensore AF di tornare operativo. Di fatto, seguendo questa seconda via, la visione diretta sul monitor si interrompe e con essa viene meno il concetto stesso di live view. Quest’ultimo limite non è stato superato, ma astutamente aggirato da Sony. Il nostro Mandarini ci spiega tutto a pagina 16, ma qui sintetizzo: il live view non si ottiene tramite il CCD di ripresa, ma con un sensore secondario nei pressi del mirino ottico, che viene raggiunto dall’immagine grazie all’inclinazione ad hoc di una delle facce del pentaspecchio. Per ora resta il limite della cadenza di scatto (che sulla più veloce delle due Sony, la a300, non supera i 3fps), ma live view e AF hanno già fatto pace… Anche se il sistema fa tornare alla mente la Olympus E-330 e il suo mirino a prismi di Porro con sensore secondario per il live view (che per giunta non comporta l’oscuramento del mirino), questo exploit di Sony nel campo delle reflex con mirino tradizionale indica quanto ampi siano i territori lasciati aperti all’inventiva. In una fase in cui niente va considerato uno standard, qualsiasi posizione apparentemente dominante può essere sovvertita. Il duopolio di fatto nel campo della reflex, pur non dovendo molto temere se ben amministrato, potrebbe indebolirsi qualora gli attuali outsider - tra cui vale la pena ricordare giganti dalla enorme potenza di fuoco come Sony e Samsung - tirassero fuori il proverbiale asso dalla manica. Insomma, la trama si fa incerta e ad alimentare la suspance c’è la possibilità che il cast non sia così ben definito.
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