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10 per tutti. A chi la lode?
FOTO Cult - Ottobre 2006 #26

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Emanuele CostanzoTra settembre e ottobre, un po’ perché la fine della bella stagione induce ai consuntivi, un po’ perché ogni due anni capita che apra i battenti la rassegna di tecnologia fotografica più importante del mondo, ci ritroviamo su queste pagine a fare il punto della situazione e ad azzardare qualche previsione. E quest’anno torna la photokina. Due anni fa, come oggi in procinto di fare rotta verso Colonia, eravamo euforici per il ritorno della reflex in versione digitale, previsto e auspicato in tempi non sospetti. Ma, al cospetto della nuova Nikon F6, professionale classica, tranquillizzavamo chi esitava a saltare il fosso perché il declino della pellicola sarebbe stato lento. Oggi la reflex, anche se col cuore di silicio, è tornata al centro del sistema e nei sogni dei fotoamatori, mentre Kodak ha lanciato nuove pellicole professionali Portra. Ed è una notizia che non chiede commento.
Un anno fa tirava davvero una brutta aria, all’orizzonte si profilavano nuvoloni a forma di fallimento collettivo. Ipotizzammo, ma con molta convinzione, che solo la diffusione della reflex e proposte tecnologiche innovative e stimolanti per il pubblico avrebbero risanato le casse esangui di diverse aziende, sfiancate da una sterile corsa alla quota di mercato. Oggi, delle case che allora più traballavano, solo Konica Minolta ha abbandonato il comparto fotografico, lasciando una ricca e pesante eredità a Sony, l’alleato dell’ultima ora. Non solo, le compatte digitali sono sempre più “compatte”, nel senso che hanno compreso quale deve essere la loro missione: molte di queste non hanno quasi più limiti di utilizzo grazie a sistemi di stabilizzazione dell’immagine e di riduzione del disturbo, tutte sono adatte anche a chi punta e scatta, e pur avendo spesso risoluzione nominale altissima, hanno funzionalità tarate in modo da non infastidire le reflex… Anche queste ultime, che senz’altro più di ogni altro strumento di ripresa attraggono la nostra attenzione, hanno goduto del loro sacrosanto passaggio evolutivo. Pur se guardando i dati tecnici sembra di assistere a uno spudorato cartello, un po’ come quando si cerca invano il distributore di benzina col prezzo realmente più basso, la concorrenza è accanita. È vero, sono tutte da 10 megapixel le novità di maggior rilievo: Canon Eos 400D, Olympus E-400, Nikon D80, Pentax K10D (di quest’ultima non trovate notizia all’interno perché la panoramica delle novità è stata chiusa prima del comunicato ufficiale mentre l’editoriale viene scritto quando le rotative sono già partite…); e a queste aggiungerei anche la Leica M8, che reflex non è, forse la fotocamera digitale più attesa e gradita perché dimostrazione di una encomiabile voglia di rivincita e rinnovamento che molti scettici non attribuivano alla gloriosa casa tedesca. Ma al di là della Leica, che non ha concorrenza, le altre, come dicevo, se le suoneranno di santa ragione, e non staranno a guardare Sony con la Alfa 100 né Panasonic con la L1, né Sigma con la SD14, al momento ancora avvolta nel mistero. Il livellamento verso l’alto c’è stato. Se l’era dei 6 mega si è chiusa con un trionfo, quella dei 10 si apre con enormi aspettative. Ma dove si distingueranno i vincenti? In cosa i progettisti (e i responsabili delle strategie di mercato) di una casa o dell’altra dimostreranno la loro superiorità? Non più nella semplice risoluzione, visto che nominalmente c’è una sostanziale parità, ma nell’intelligenza infusa nella fotocamera, nell’abbattimento dei residui limiti e nella valorizzazione dei vantaggi intrinseci della tecnologia digitale. Si deve lavorare perché le batterie scariche dopo cento scatti siano un ricordo, perché il mirino di una reflex sia una finestra sul mondo e non uno spioncino, perché non un granello di polvere getti ombra sulle nostre foto, perché si possa lasciare il libretto di istruzioni a casa, perché non si debba temere un tasso di umidità superiore al 50%, perché l’autofocus quando serve funzioni, perché non si abbia bisogno di un computer da 2000 euro per sfruttare le potenzialità di un RAW, perché il bilanciamento del bianco sia efficace sempre, perché l’unico moiré da sopportare resti quello delle giacche dei commentatori dei “tiggì”, perché il fotografo possa decidere quanto rumore mettere nelle proprie foto partendo da zero, perché i sistemi reflex siano ben graduati e l’ammiraglia non costi più di cinque volte rispetto alla entrylevel, perché si affermi uno standard di sensore e non ci si pensi più, perché ci restituiscano il fisheye a immagine circolare e il catadiottrico da 2000mm anche per le APS-C. E scusate se ho dimenticato qualcosa.
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