fotocult.it home page
home page
sommario
editoriale
arretrati
abbonamenti
segnala edicola
segnala mostre e concorsi
le tue fotografie
lavora con noi
Foto Cult : partner
contatti
spacer

Diritto di replica
FOTO Cult - Settembre 2006 #25

ingrandisci la copertina
Emanuele CostanzoNegli ultimi mesi si sono succedute comunicazioni relative a cessazioni di attività legate alla fotografia tradizionale. L’ultima in ordine di tempo è quella di Durst, azienda di Bressanone con più di settant’anni di storia. Già da diversi anni cavalca bellamente l’onda del digitale, soprattutto con macchinari da stampa, direi anche piuttosto noti in certi settori (stampa Lambda tra tutti). Ma è un marchio che deve la sua fama agli ingranditori. Sembra proprio che abbia smesso di produrli. Parlando di questo fatto dal barbiere, ho dovuto spiegare cosa fosse un ingranditore a un paio di ragazzi sui vent’anni. In effetti loro non erano ancora nati quando Durst ne vendeva a decine di migliaia ogni anno, trasformando bagni, cantine e garage, debitamente sigillati alla luce, in fucine di creatività e oasi di relax per fotografi di ogni età e ceto sociale. È la fine della camera oscura? Forse per chi vende ingranditori, tank, bacinelle, carta e chimici. Non per chi vuole continuare a stampare in casa e neanche per chi volesse iniziare oggi. Nulla di ciò che serve in camera oscura per stampare un negativo è monopolio dei fotonegozianti. Ma è innegabile che l’ideazione, la produzione e la diffusione di un’immagine oggi seguano strade diverse. Seguono le strade segnate dalla nuova tecnologia digitale. A partire dall’atto creativo, la consapevolezza di avere tra le mani, e poi a casa, strumenti nuovi, predispone il fotografo in modo nuovo verso la ripresa. Sa di avere un materiale quanto mai duttile. La sua capacità di previsualizzazione, che in era analogica si esprimeva quasi totalmente nell’atto della ripresa, oggi si estende alla fase dell’elaborazione o dell’ottimizzazione, se preferite. I più intraprendenti vanno ancora oltre, sfruttando internet per realizzare nel modo più capillare oggi possibile il fine ultimo della fotografia, la comunicazione. È una rivoluzione o un’evoluzione? Una tragedia o la salvezza della fotografia? Quello che è accaduto alla fotografia, sebbene sembri segnare una frattura dolorosa e irreparabile, altro non è che la rielaborazione di un patrimonio culturale preesistente. Un fenomeno che, all’interno del più ampio processo di digitalizzazione dei media, costituisce la reazione a diversi decenni di comunicazione a senso unico imposta in primo luogo dalla televisione. La televisione si sta involvendo perché se non andasse a solleticare i più bassi istinti dell’uomo con i suoi programmi “spazzatura” avrebbe perso già da tempo la battaglia con un mezzo di comunicazione molto più potente: internet. Più della posta, più del telefono, più delle riunioni di piazza, internet può concretizzare l’ideale di intelligenza collettiva che tanto spaventa i potenti. Conoscenze incomplete e complementari sparse per il mondo possono istantaneamente generare cultura compiuta e condivisa. Ogni intervento del singolo sulla rete aumenta il bagaglio di informazione disponibile, ma soprattutto concretizza il concetto di interattività che è per definizione inapplicabile alla televisione. Sulla rete si può non essere d’accordo con l’idea dominante, si possono creare maggioranze di pensiero tante quante sono le discussioni aperte. Non ci sono due greggi di pecore bianche e nere in contrapposizione. Ma una moltitudine di individui sottilmente differenti.
Non siamo ingenui e vediamo l’altra faccia della medaglia: il potenziale del web non è sfuggito all’attenzione di governi e grandi imprese commerciali che si insinuano nei grandi portali di informazione cercando di trasformare in televisione anche il monitor dei nostri computer. Non solo: il web è un diluvio di informazioni testuali, audio e fotografiche. Navigare al suo interno non è semplice, serve esperienza, forse anche una base di cultura classica. Saper selezionare le fonti e i giusti canali di interazione è essenziale. E in questo tutti abbiamo ancora molto da imparare. Cosa c’entra tutto questo con la fotografia? Fotografia, cinema e televisione sono legati dalla storia e dallo sviluppo tecnologico. Internet è la reazione spontanea alla televisione, resa possibile, ancora una volta, dalla tecnologia digitale. Se la fotografia non si fosse evoluta al sistema binario probabilmente avrebbe segnato la sua propria condanna. Al tempo stesso l’immagine digitale nelle sue varie forme ha reso possibile sviluppare internet così come è oggi. La fotografia nel suo stadio digitale è un elemento cardinale dell’attuale rivoluzione culturale. La nostalgia di nomi e strumenti che passano alla storia ha motivo di esistere, ma il ruolo sempre più forte della fotografia ai giorni nostri è ben più che consolatorio.
FOTO Cult | Tecnica e Cultura della Fotografia | contatti | privacy | credits