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Lo specchio dai riflessi dorati
FOTO Cult - Settembre 2005 #15

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Emanuele CostanzoQuante macchine a pellicola avete visto in giro per i luoghi delle vacanze quest'estate? Se non siete andati ad un raduno di "lomografi", credo ben poche. Impressionante. Sembra che tutti abbiano una fotocamera digitale e che sia desiderata anche da chi non ha mai avuto una macchina fotografica, neanche una Polaroid. La tendenza è talmente chiara che una delle più grandi catene di fotonegozi inglesi sta pianificando la graduale cessazione delle vendite di apparecchi a pellicola. Scelta non criticabile, che forse presto verrà fatta anche da noi: non si vende che digitale. Chi non ce l'ha, presto l'avrà e il mercato non si saturerà mai perché chi tra i primi ha comprato una digitale sarà anche tra i primi a volerla sostituire: i cicli vitali di questi apparecchi sono studiati al minuto e somigliano più a quelli di una bella farfalla che non a quelli di un elefante. Eppure qualcosa non va in questo meccanismo apparentemente perfetto. Molte aziende denunciano perdite di decine di milioni di euro, che si rimediano con tagli di personale pari alla popolazione di una cittadina media, stimoli, questi ultimi, cui il cinico mercato azionario internazionale risponde spesso molto positivamente. Si verifica il paradosso per cui più vendi più perdi. Il grosso del mercato digitale degli ultimi tempi è costituito dalle compatte digitali, progettate anche commercialmente per essere vendute ad un prezzo e che effettivamente finiscono nelle mani dei fotografi con sconti fortissimi, addirittura sotto costo. Ciò è accaduto perché a vendere al mercato dei pixel sono arrivati tutti, anche chi con la fotografia non ha mai avuto a che fare. Non per farla troppo semplice, ma basta comprare i pezzi dai fornitori giusti (sensore, obiettivo, elettronica, una bella scatolina che contenga il tutto.) assemblarli, o farlo fare ad altri ancora, ed ecco che l'ultimo arrivato piazza sul mercato un clone a metà prezzo che svaluta di colpo un'intera generazione di fotocamere. Ed è iniziato un campionato tutto speciale finalizzato alla conquista di fette di mercato sempre più ampie. Di tanto in tanto voci di corridoio fanno girare le classifiche aggiornate, rigorosamente ordinate per numero di pezzi venduti, con gli outsider apparentemente in zona retrocessione, ma con i primi della classe in debito di ossigeno. Ecco, questa è la causa principale delle emorragie finanziarie di protagonisti della fotografia come Sony, Fuji, Olympus, Pentax. Ma tra tagli di personale e buchi colossali, c'è un'eccezione: Nikon dichiara di aver quadruplicato il fatturato nel primo trimestre di quest'anno rispetto a quello dell'anno passato. Di certo non grazie alle compatte: D70/70s, D2h e D2x, D50, reflex da grandi numeri e dal buon margine, non solo per la vendita del solo corpo macchina, ma dei mille componenti del sistema. Già, il sistema, qualcosa che può far legare per sempre un fotografo a un marchio, che muove il mercato anche a distanza di anni dalla vendita del corpo macchina. Il vero sistema esiste solo intorno alla reflex. Ecco il nuovo terreno di conquista. Pentax, che punta a far soldi subito con gli obiettivi per i fotofonini, taglia fondi alle compatte e incrementerà gli sforzi intorno alle *istD. Si annunciano alleanze per entrare in un mercato dover non basta assemblare, bisogna innovare: Sony e Konica Minolta, insieme per la produzione di sistemi reflex digitali. Hanno entrambe un bagaglio tecnologico enorme. Staremo a vedere. Panasonic e Olympus, intorno al formato QuattroTerzi, pianificano da tempo lo sviluppo congiunto di apparecchi, obiettivi (stabilizzati?) e accessori. Panasonic lancerà la propria reflex digitale nel 2006, Olympus a giorni presenterà una o forse due nuove reflex del Sistema E. Anche Leica ha finalmente detto la sua, e a gran voce, nella fotografia digitale vera con un eccellente dorso digitale per il sistema R, ed entro il 2006 anche la gloriosa M farà un balzo nel futuro. Canon, tanto per non perdere l'abitudine a spostare sempre un po' avanti il segno, ha lasciato intendere che sarà un autunno molto caldo, mentre da Nikon sono attese mosse clamorose o, quantomeno, contromosse efficaci. Fa mestamente eccezione Kodak: mentre HP decide di interrompere la vendita di compatte digitali nel poco redditizio mercato asiatico per dedicarsi ancor più a ciò che dimostra di saper già fare bene, ovvero le stampanti, Kodak, dopo l'addio alle reflex professionali a fotogramma pieno, annuncia di aver definitivamente acquisito la giapponese Chinon per vendere tante compatte digitali proprio in Asia. Le nostre previsioni, espresse meno di un anno fa, di un mercato della reflex finalmente popolato come ai bei tempi, potrebbero addirittura essere superate a breve dalla realtà dei fatti. Dalle industrie ci aspettiamo innovazione utile, ovvero progresso reale e non battaglie dei prezzi. O sarà un altro bagno di sangue.
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