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Grandi numeri e grandi nomi
FOTO Cult - Aprile 2005 #11

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Emanuele CostanzoSecondo un'azienda americana nota per le analisi e le previsioni sul mondo della fotografia, nel 2004 la produzione di fotocamere digitali ha superato di slancio i sessanta milioni di pezzi, oltre un terzo in più dell'anno precedente. Ma quel che più colpisce è che, per la prima volta nella storia, il mercato europeo supera quello americano per numero di unità consegnate. E ciò accade nonostante l'euro forte induca più che mai a comprare negli Stati Uniti, sperando di farla franca alla dogana, una pratica sempre diffusissima. La maggior convenienza dei prodotti sul mercato americano è sempre stata giustificata con la maggior "maturità" di quel bacino, dotato di strutture di distribuzione più integrate e, fino a ieri, di una ricettività superiore a quella di tutti gli stati europei messi insieme. A quanto pare oggi non è più così, almeno numericamente, ma non c'è da essere ottimisti riguardo la possibilità di un Europa "Eldorado" della fotografia. Nonostante la moneta unica, i mercati della fotografia - e non solo quelli - sembrano ancora fortemente a carattere nazionale e manca un coordinamento volto all'ottimizzazione dei canali di distribuzione. Insomma, ancora troppe province senza identità unitaria. Sempre la stessa società di analisi economica comunica che lo scorso anno sono state stampate nel mondo circa diciotto miliardi di fotografie digitali, due terzi dei quali con stampanti domestiche. Sebbene la tendenza di crescita della diffusione di fotocamere digitali sia costante e la domanda sia sempre più rivolta a sistemi completi, in grado di portare con semplicità dallo scatto alla stampa, questa proporzione è destinata a peggiorare, a tutto vantaggio di altri sistemi di stampa quali i servizi via internet e i classici minilab. Questi, infatti, superato il trauma dell'aggiornamento tecnologico e rientrati in un regime di concorrenza più equilibrata, potrebbero tornare presto molto competitivi e porsi come i più semplici, economici e "umani" interlocutori dei fotografi, sempre meno appagati dalla semplice osservazione a monitor delle proprie fotografie digitali. E la stampa domestica? Rischia grosso, soprattutto se i produttori continueranno a puntare esclusivamente su aggressive politiche di prezzo sul primo acquisto, lasciando a quotazioni petrolifere gli inchiostri e i consumabili in genere: una stampante a buon mercato, ma con costi di esercizio elevati, resta presto a raccogliere polvere sulla scrivania. Un pubblico consapevole come quello dei fotografi può, invece, essere convinto a spendere qualcosa in più sulla stampante se poi sa di poterla utilizzare intensamente senza svenarsi per un "ventitrenta". In questo panorama, nel suo complesso stimolante e positivo, preoccupano alcune notizie provenienti sia dal lontano oriente che dalla vecchia Europa. Kyocera, colosso giapponese con interessi in diversi rami dell'industria (ceramica, telecomunicazioni, semiconduttori, stampanti, fotocamere.), proprietario dei marchi Yashica e Contax dalla metà degli anni '90, ha terminato la produzione delle proprie fotocamere analogiche e digitali; si salva il medioformato che rimane in produzione. Il destino di Contax, un marchio storico della fotografia, già gravato dall'insuccesso della N Digital, reflex con sensore Philips da 6 mega a formato pieno, sembra segnato. Molto potrebbe dipendere dal nuovo e inedito vertice di un altro colosso, Sony, per la prima volta non giapponese: se Howard Stringer, chiamato a risollevare le sorti di Sony, dopo anni di dolorosa concorrenza soprattutto coreana, vorrà sfruttare le alleanze già in essere con Carl Zeiss, creatore storico degli "occhi" di Contax, uno dei marchi più amati dai fotoamatori di tutto il mondo passerebbe in mani più sicure, dando modo a Sony di entrare dalla porta principale nell'elite dei nomi della fotografia. Dall'Europa: Leica si troverà nelle prossime settimane ad affrontare una crisi economica che a detta degli esperti dipende dal ritardo con cui la storica azienda tedesca si è mossa nel campo del digitale. Ma con quale faccia gli inventori della fotocamera moderna, quelli che hanno costruito le migliori macchine e gli obiettivi più nitidi, con cui sono state fatte molte delle foto più belle del mondo, avrebbero potuto chiedere ai propri clienti, quattro anni fa, di comprare una reflex da 3 mega? Il primo, ponderato passo nel mondo del silicio Leica lo sta per compiere ora, con un dorso digitale che, numeri alla mano, potrebbe non far rimpiangere troppo la pellicola. Il nostro sincero augurio è che l'onestà intellettuale che ha ritardato l'ingresso di Leica nel nuovo mondo della fotografia numerica non le sia di troppo danno. Un ultimo numero e un altro augurio: FOTO Cult compie un anno. La speranza è che non sia trascorso invano.
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