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Birra e fotografia
FOTO Cult - Ottobre 2004 #06

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Emanuele CostanzoL'Oktoberfest è un avvenimento attraente, soprattutto per chi non c'è mai stato, costretto a proseguire fino a Colonia, dove ogni due anni, nello stesso periodo dell'anno, si tiene la più importante fiera internazionale della fotografia: la photokina. Quest'anno poi, che il municipio di Monaco si trova con le casse vuote e ha deciso di alzare addirittura a sette euro il prezzo di un boccale di birra, non fermarsi in Baviera e riservare tutte le energie alla fotografia è gioco forza. Tra pochi giorni ci aspetta un viaggio che, biennio dopo biennio, si è fatto sempre meno gravido di aspettative, svuotato di significato dai mille comunicati stampa e dall'avvento di internet. Ma ci si va lo stesso, perché è importante respirare quell'aria. Perché guardare negli occhi gli operatori del settore e cercare di capire se nutrono ottimismo è rilevante quasi quanto percepire l'umore del popolo dei fotoamatori. E gli stati d'animo degli uni e degli altri si influenzano a vicenda. Se diamo un'occhiata alla panoramica, forzatamente sintetica, delle novità che toccheremo con mano a Colonia, c'è di che rimanere stupiti, eccitati o disorientati. Non colpisce tanto l'arrivo della Eos 20D, reflex semiprofessionale da 8 mega, né l'ingresso nella mischia di (Konica) Minolta con la Dynax 7D, annunciata da tempo. Sì, d'accordo, fa venire l'acquolina in bocca a migliaia di fotografi la nuova Nikon D2X, superveloce da 12 mega, e fa tirare un sospiro di sollievo l'economica *istDS di Pentax, marchio da troppo tempo attestato su quotazioni più da collezionismo che da mercato del nuovo. Sembrerà strano, ma forse la novità più clamorosa è una reflex a pellicola: la Nikon F6. Ultima esponente (solo in ordine di tempo) di una stirpe gloriosa di reflex professionali che hanno fatto la storia della fotografia a partire dalla seconda metà del secolo scorso, la F6 forse è il frutto inerziale di tecnologie che non potevano non trovare forma in una nuova fotocamera. Non potevano non farla. E forse è un'operazione in perdita preventivata. Voi cosa ne pensate? Vi rispondo io, che vi sento tutti i giorni al telefono o vi scrivo, professionisti e dilettanti. Siete prudenti, affacciati alla finestra nell'attesa di qualche punto fermo, legati alla vostra Velvia e alle soddisfazioni che vi ha dato e che continua a darvi; siete coraggiosi, pronti a investire denaro con la consapevolezza che la vostra reflex digitale presto verrà surclassata anche da una compatta. Siete passionali, in un modo o nell'altro. C'è ancora spazio per la pellicola purché la fotografia tradizionale non venga vissuta con lo stato d'animo di chi sa di essersi imbarcato sul Titanic. Lo dimostra Nikon, ma anche Canon che ha lanciato una reflex analogica abbordabilissima, lo dimostra l'evoluzione degli scanner, che a tutti danno accesso al divertentissimo mondo dell'elaborazione. Lo dimostrate voi, che, è vero, ci spedite le vostre foto quasi solo per posta elettronica, ma per la maggior parte si tratta proprio di scansioni.
Abbiamo sempre sostenuto, sin dal primo numero, che il mezzo fotografico è su un piano inferiore rispetto al messaggio. Ma ogni tanto è bene fare il punto della situazione, affinché si sappia come stanno cambiando i nostri strumenti di comunicazione. E viene spontaneo tranquillizzare tutti, i prudenti, che di sicuro non sbagliano, come pure i coraggiosi, perché i loro sforzi, economici e di apprendimento, non saranno sprecati. È il minimo che possiamo fare visto che per questi primi sei mesi di FOTO Cult (un piccolo grande traguardo per chi non ha santi in paradiso) siete stati voi a dare forza a noi, preferendo un fascicolo di questa rivista a un ormai ben più costoso boccale di birra. Prosit!
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